domenica 20 agosto 2017

Situazione in Siria e in Iraq: il califfato dell'Isis si sta disgregando



Syrian, Iraqi, and Lebanese insurgencies.png

   Controlled by the Syrian opposition 
   Controlled by the Ba'athist Syrian government 
   Controlled by the Iraqi government    Controlled by the Lebanese Government    Controlled by Hezbollah 
   Controlled by the Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL, ISIS, IS, Daesh) 
   Controlled by Tahrir al-Sham (HTS) 
   Controlled by the Rojava (Syrian Democratic Forces) 
   Controlled by Iraqi Kurdistan 
   Controlled by the Turkish Army and Euphrates Shield rebel forces 
   Disputed territory

sabato 5 agosto 2017

Il blog va in ferie e riprenderà a settembre

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Saluti dal Fantini Club di Cervia!

giovedì 3 agosto 2017

Il Buddha di Smeraldo, palladio della monarchia thailandese

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Il Buddha di Smeraldo (in thailandese|พระแก้วมรกต - Phra Kèo Morakot, nome ufficiale พระพุทธมหามณีรัตนปฏิมากร - Phra Phuttha Maha Mani Rattana Patimakon) è il palladio del Regno di Thailandia, una statua di diaspro verde o giadeite alta 45 cm raffigurante Buddha seduto e adornato con vesti dorate. Viene conservata a Bangkok, all'interno del complesso del Tempio del Buddha di Smeraldo, chiamato Wat Phra Kaew (da pronunciare Vat Pra Kèo), che è la Cappella Reale del Grande Palazzo Reale.

Storia

Secondo la leggenda, il Buddha di Smeraldo fu eseguito in India nel 43 a.C. da Nagasena a Pataliputra (l'odierna Patna), dove rimase 300 anni prima di essere trasferito in Sri Lanka, per salvarlo da una guerra civile. Nel 457, Re Anawrahta di Birmania lo richiese allo scopo di promuovere il Buddhismo Theravada nel suo Paese. La richiesta fu accettata ma la nave che lo trasportava naufragò e andò a finire sulle coste dell'Impero Khmer, l'odierna Cambogia. Quando nel 1353 i siamesi conquistarono Angkor, la capitale khmer, il Buddha di Smeraldo fu portato ad Ayutthaya, poi a Kamphaeng Phet, quindi in Laos e infine a Chiang Rai, dove il re della città lo nascose.
Secondo alcuni storici d'arte andrebbe invece attribuito ad artisti Lanna del XV secolo, sarebbe venuto alla luce nel 1434 a Chiang Rai e quando fu rinvenuto la gente credette erroneamente che fosse fatto di smeraldo. Fu trasferito prima a Lampang e poi a Chiang Mai, nel Wat Chedi Luang, dove rimase fino al 1552. Nel 1546 il trono Lanna fu affidato a Setthathirath, che era anche principe ereditario del regno Lan Xang in Laos. Quando suo padre morì, divenne re di Lan Xang, si trasferì nell'allora capitale Luang Prabang e portò con sé il Buddha di Smeraldo. Nel 1564 fu portato a Vientiane, dove la statua rimase per 215 anni.
Nel 1779 il generale thailandese Chao Phraya Chakri, che in seguito sarebbe diventato Re Rama I, conquistò Vientiane e riportò la statua in Siam, a Thonburi, dove re Taksin la fece custodire nel Wat Arun. Dopo essere diventato il nuovo monarca, Rama I la trasferì il 22 marzo del 1784 con una maestosa cerimonia nella sua attuale locazione, il padiglione principale del Wat Phra Kaew, il complesso templare del Grande Palazzo Reale.

Vesti dorate

Il Buddha di Smeraldo è la sola scultura in pietra[1], gli ornamenti con le vesti dorate sono tre completi che vengono cambiati tre volte all'anno dal re in persona, o da un sostituto in caso di indisposizione del re, il primo giorno di luna calante del 4º, 8º e 12º mese lunare, di solito in marzo luglio e novembre, quando cioè cambiano le stagioni in Thailandia. I due completi non indossati sono esposti al pubblico in un padiglione del vicino Grande Palazzo Reale.

Note

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

mercoledì 2 agosto 2017

Situazione in Siria e in Iraq ai primi di agosto 2017



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martedì 1 agosto 2017

I 5 esercizi tibetani

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I cinque riti tibetani, conosciuti anche semplicemente come I cinque tibetani, sono una serie di esercizi (secondo alcuni riconducibili allo yoga) che furono divulgati per la prima volta da Peter Kelder nel suo opuscolo "The Eye of Revelation", successivamente ristampato come "Ancient Secret of the Fountain of Youth" e pubblicato in lingua italiana dalle Edizioni Mediterranee come "I cinque tibetani".

L'autore

Poco è dato sapere della figura di Peter Kelder: sappiamo che è cresciuto negli Stati Uniti centro-occidentali in seno a una famiglia adottiva olandese e che lasciò il nido domestico ancora adolescente per viaggiare per il mondo. Negli anni '30, quando il libro fu scritto, egli viveva nelle colline attorno a Hollywood, dove lavorava come ricercatore presso gli studi cinematografici. Alcuni hanno anche ipotizzato che Peter Kelder sia uno pseudonimo dietro il quale si celi un'autrice donna.

Il libro

L'opuscolo di 32 pagine in cui Peter Kelder divulgò i cinque riti fu stampato per la prima volta nel 1939 con il titolo "The Eye of Revelation". In esso Kelder racconta di essere venuto a conoscenza dei riti da un colonnello in pensione dell'esercito britannico, il quale avrebbe scoperto un misterioso e remoto monastero nella regione himalayana i cui monaci erano a conoscenza del segreto della "fonte dell'eterna giovinezza". Il segreto consisterebbe nella pratica quotidiana di cinque esercizi (detti "riti"), i quali vengono descritti nel libro insieme ad alcuni altri brevi insegnamenti circa l'alimentazione e lo stile di vita. Dopo un paio di ristampe il libretto cadde nell'oblio, per essere poi riportato in grande voga a partire dalla metà degli anni '80, prima nei paesi di lingua inglese e tedesca, quindi anche in Italia e negli altri paesi occidentali. Oggi si calcola che "I cinque tibetani" abbia venduto oltre 5 milioni di copie nei paesi di lingua tedesca e oltre 2 milioni in quelli anglofoni. Nel catalogo delle Edizioni Mediterranee, che ne pubblicano l'edizione in lingua italiana, costituisce il titolo più venduto.

I benefici dei cinque riti

Nel racconto di Kelder il soggiorno nel misterioso monastero tibetano aveva letteralmente trasformato il colonnello da un signore anziano, curvo e quasi calvo, in un uomo sano e forte dall'aspetto di un quarantenne. I cinque riti si propongono infatti, attraverso l'armonizzazione dei sette chakra principali, come un mezzo efficace per raggiungere non solo la piena salute fisica, ma anche un vero e proprio ringiovanimento, sia a livello di energia che di aspetto fisico. Le varie edizioni del libro riportano anche in appendice lettere di testimonianza da parte dei lettori che hanno messo in pratica i riti, i quali affermano di aver ottenuto da essi innumerevoli benefici, dalla ricrescita dei capelli al miglioramento di vista, memoria, potenza sessuale, elasticità, energia in generale.

L'incerta origine dei riti

L'origine di questi cinque esercizi non è chiara ed essi sono considerati da alcuni come un'invenzione dell'autore sulla scia della moda dell'Oriente misterioso che imperversava agli inizi del '900 e di cui è esempio emblematico il romanzo di James Hilton "Orizzonte perduto", di poco precedente al libretto di Kelder e con il quale quest'ultimo presenta non pochi punti di contatto e di ispirazione. Infatti non esistono altre fonti che ne attestino l'esistenza e l'origine al di fuori del libro di Kelder e alcuni degli insegnamenti sembrano essere del tutto in contraddizione con le pratiche e le tradizioni tibetane di cui siamo a conoscenza. In particolare:
  • nella medicina tibetana si sostiene l'esistenza di cinque chakra, e non sette come nella cultura indiana (e come riportato nel libro di Kelder)
  • la medicina tibetana considera la salute come il risultato dell'equilibrio tra i cinque elementi, e non come il frutto della corretta rotazione dei vortici energetici dei chakra
  • lo yoga tibetano non contempla movimenti di rotazione su se stessi (al contrario del primo rito che consiste proprio in questo)
  • lama buddisti generalmente insegnano a superare l'attaccamento ai valori materiali, compreso il desiderio di apparire giovani, snelli e attraenti.
  • nessun lama tibetano finora ha mai affermato di conoscere gli esercizi che costituiscono i cinque riti prima che essi gli fossero mostrati

Bibliografia in lingua italiana

  • Peter Kelder, I cinque tibetani, Roma, Edizioni Mediterranee.
  • AA.VV., I cinque tibetani vol.2, Roma, Edizioni Mediterranee.
  • I cinque riti tibetani, Firenze, Giunti.
  • Christian Salvesen, Il sesto tibetano, Roma, Edizioni Mediterranee.
  • Christian Salvesen, Il settimo tibetano, Roma, Edizioni Mediterranee.

lunedì 31 luglio 2017

La meditazione trascendentale

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La meditazione trascendentale è una tecnica "mentale" per lo sviluppo di presunte potenzialità umane; la sua origine è da ricondursi alla tradizione vedica ed è stata introdotta in occidente nel 1958 da Maharishi Mahesh Yogi. La meditazione trascendentale è praticata da milioni di persone in tutto il mondo.
La MT si basa sulla ripetizione per alcuni minuti, due volte al giorno, di uno specifico suono (mantra), che permetterebbe, secondo i suoi sostenitori, alla mente di raggiungere uno stato naturale di "consapevolezza senza oggetto" o "senza pensieri" chiamato "trascendenza", il quale rilasserebbe profondamente il corpo e rinfrescherebbe la mente stessa, apportando vari benefici al praticante.

Ricerche scientifiche

A tutt'oggi (giugno 2012), la tecnica di meditazione trascendentale è stata studiata attraverso 524 ricerche scientifiche, pubblicate in 160 riviste scientifiche. Tra queste ricerche, 364 sono state revisionate dai pari, e sono state pubblicate su alcune tra le più autorevoli riviste scientifiche revisionate dai pari, quali, ad esempio, Science e Scientific American[1].
Nel 1970 vengono pubblicati i primi articoli scientifici sugli effetti della MT: i risultati indicherebbero una riduzione di ansia e tensioni nei praticanti[2]. Quello che i sostenitori chiamerebbero "quarto stato di coscienza" o di "trascendenza", con un linguaggio esotico, sarebbe stato individuato nel 1971 nelle ricerche di tre medici di Harvard, che l'hanno definito più scientificamente "stato di veglia ipometabolico"[3] e l'hanno considerato differente dai tre ben noti stati di veglia, sonno, sogno (REM).
Negli anni settanta vengono pubblicati molti altri articoli del genere, non solo di fisiologia, ma anche di neurologia e psicologia tra cui uno su Le Scienze, in italiano[4]La MT resterà l'unica tecnica di meditazione ad ottenere riscontri scientifici fino agli anni '80.
Negli anni ottanta e novanta tramite i lavori di psicologi come Stanislav GrofRoberto Assagioli e Ken Wilber si sviluppa la psicologia transpersonale, branca non riconosciuta dalla psicologia scientifica, che racchiude e si avvicina in senso teorico e di supporto alla meditazione trascendentale.

La meditazione trascendentale nelle scuole e nelle università


La meditazione trascendentale (MT) è insegnata in 2.000 scuole in America Latina (in Perù, nella foto), grazie anche al contributo della Fondazione David Lynch per l'istruzione basata sulla coscienza e per la pace mondiale.
Dal 1979 la meditazione trascendentale è stata introdotta in varie scuole in diverse parti del mondo: negli USA, in America Latina, Asia, Irlanda del Nord, Sud Africa e Israele[5][6][7].
In Gran Bretagna la Scuola Maharishi di Skelmersdale[8] è attualmente tra le scuole finanziate dal Ministero dell'istruzione[9] quale "Scuola Libera"[10]. La scuola ottiene regolarmente risultati eccellenti[11].

Controversie

Nel 1979 una sentenza nel New Jersey (USA) ha suggerito che la "scienza dell'intelligenza creativa" (un corso teorico insegnato dalla stessa organizzazione che insegna la MT), possa essere considerata una religione. La sentenza non si riferiva specificamente alla pratica dell'MT[12].
Nel 1993 il medico Deepak Chopra, personalità di spicco, abbandona il movimento[13]. A partire dallo stesso anno i prezzi della MT diventano sempre più alti[14] e il malcontento tra gli istruttori di MT sempre più diffuso. Nei primi anni 2000 molti istruttori della MT, costretti dal movimento ad un nuovo e costoso corso di "ricertificazione"[15], sono usciti dal movimento.
Dalla parte dell'organizzazione (non profit) che insegna la meditazione, il corso di ricertificazione sarebbe necessario per garantire la qualità dell'insegnamento, soprattutto considerato il fatto che molti insegnanti di MT avevano effettuato il corso per diventare insegnanti anni o decenni prima. Inoltre, nuovi aspetti dell'insegnamento erano stati sviluppati nel frattempo, e i "vecchi" insegnanti non erano stati formati ad insegnarli[16].
In molti paesi (tra i quali l'Italia), i costi sono poi stati ridotti significativamente. I corsi della MT in Italia e Stati Uniti sono reperibili sui relativi siti. In tale sito si menziona anche il fatto che l'organizzazione che insegna l'MT è riconosciuta ufficialmente quale non profit ed utilizza le varie entrate esclusivamente per sostenere le proprie attività. Vi si legge inoltre che, negli ultimi cinque anni (al giugno 2013), oltre 250.000 studenti "a rischio" e altre persone in difficoltà economiche hanno potuto imparare gratuitamente la tecnica di MT, grazie anche a collaborazioni con altre organizzazioni benefiche (non profit)[17].

Note

  1. ^ (EN) . Issue: Has the research on the Transcendental Meditation and TM-Sidhis been published in peer-Reviewed journals? ; ‘'Domanda: La ricerca sulla meditazione trascendentale e le MT-Sidhi è stata pubblicata su delle riviste scientifiche indipendenti esoggette a revisione dei pari ?'’
  2. ^ Primo articolo sull'efficacia della MT: Wallace, Physiological effects of Transcendental Meditation, Science (1970), vol.167, 1751–1754
  3. ^ Wallace, Benson Wilson, A wakeful hypometabolic physiologic state, American Journal of Physiology, vol.221, 795:799
  4. ^ Benson e Wallace, Fisiologia della meditazione, Le Scienze (1972), vol.45, pagg.70-76
  5. ^ Stress-free urban schools, David Lynch Foundation. (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2010).
  6. ^ At-risk children in developing countries, David Lynch Foundation. (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2010).
  7. ^ Ehud Zion Waldoks, "School crisis? Send the kids to the corner – to count to 10 cross their legs and hum..." The Jerusalem Post November 22, 2007
  8. ^ (EN) ) Sito della Scuola Maharishi
  9. ^ (ENSito del Ministero dell'Istruzione del Regno Unito che descrive la Scuola Libera Maharishi
  10. ^ (FRRTBF : a 22 min 38 ".../... il governo ora finanzia la Scuola Maharishi che diventa una "Scuola Libera""
  11. ^ (EN) Daily Mail, The youngest yogis; Maharishi technique is helping school top exam table, 28 janvier 2002.
  12. ^ Sentenza su presunto misticismo della MT (Malnak vs Yogi)
  13. ^ Chopra abbandona il movimento di Maharishi
  14. ^ Costo della MT negli Stati Uniti (2000 dollari)
  15. ^ Costo di "ricertificazione" necessario per gli istruttori di MT
  16. ^ Sito estero
  17. ^ Quote USA

domenica 30 luglio 2017

La meditazione

What is meditation and mindfulness? How do you do it? What are the different types? And what does science say about the effects on the body and brain?:

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La meditazione (dal latino meditatio, riflessione) è, in generale, una pratica che si utilizza per raggiungere una maggiore padronanza delle attività della mente, in modo che essa smetta il suo usuale chiacchierio di sottofondo e divenga assolutamente acquietata, pacifica. Tradizionalmente per meditazione si intende la concentrazione della mente in un sol punto mentre, per contemplazione si intende la capacità di lasciar riposare la mente nel suo stato naturale, o talità. È una pratica volta quindi all'auto-realizzazione. Lo scopo religiosospiritualefilosofico o il miglioramento delle condizioni psicofisiche nella meditazione sono una scelta prettamente personale.
Questa pratica, in forme differenti, è riconosciuta da molti secoli come parte integrante di tutte le principali tradizioni religiose. Nelle Upaniṣad, scritture sacre induiste compilate approssimativamente a partire dal IX - VIII secolo a.C., è presente il primo riferimento esplicito alla meditazione che sia giunto fino a noi, indicata con il termine sanscrito dhyāna (ध्यान).
Nell'ambito della psicosintesi è definita uno stato della coscienza che può essere ottenuto mediante l'indirizzamento volontario della nostra attenzione verso un determinato oggetto (meditazione riflessiva) o mediante la completa assenza di pensieri (meditazione recettiva)[1].
Nella meditazione riflessiva l'oggetto della meditazione può essere qualsiasi cosa. In genere nella pratica vengono utilizzate visualizzazioni di elementi che riguardano il mondo interiore o di semplici oggetti, per raggiungere un maggiore stato di concentrazione e di ponderazione. Questo è un tipo di meditazione usato spesso dalla cultura occidentale.
La meditazione recettiva ha come scopo l'assenza di pensieri e permette alla mente di raggiungere un livello di "consapevolezza senza pensieri", ovvero libero dall'attività psichica dell'essere umano, talvolta caotica e confusionaria. È un tipo di meditazione tipica di numerose filosofie e religioni orientali. Entrambi richiedono fasi di concentrazione e la visualizzazione.

Religioni e filosofie orientali


Meditazione Taoista dal testo classico Il segreto del fiore d'oro
Attraverso la dinamica del modo di operare della mente si può riuscire a riconoscere la distinzione tra un io egocentrico, che si identifica con l'essere io (nome) e l'Io (sé) in grado di osservare l'osservatore (oggettivizzare il soggetto). Questo metodo comporta quattro stati di coscienza:
  • vedo l'oggetto;
  • mi accorgo di vedere che vedo l'oggetto;
  • mi accorgo di vedere il vedere che vedo l'oggetto;
  • assorbimento in uno stato che supera la dualità soggetto/oggetto al di là dell'espressione e della comunicazione convenzionale.
Anche nello yoga lo stato raggiunto tramite la pratica della dhyana favorirebbe l'esperienza della "visione" e, ad un livello superiore, dell'illuminazione, ossia della rivelazione della divinità onnipresente. Nell'ambito dello Yoga, la meditazione è il 7º degli otto stadi indicati da Patanjali e si dice che la mente è nello stato di meditazione, dhyana, non sta meditando è la meditazione stessa, e mentre ci sono molte tecniche di concentrazione, dharana, non esiste una vera e propria tecnica di meditazione.
Nella pratica di Sahaja Yoga la meditazione è considerato uno stato d'essere che si manifesta come assenza di pensieri, chiamato consapevolezza senza pensieri, dove la mente smette il suo usuale chiacchierio di sottofondo e diventa assolutamente tranquilla[2].
Questo stato di "pura consapevolezza senza oggetto" può essere raggiunto anche con altri generi di pratiche meditative: ad esempio la Meditazione Trascendentale si basa sulla ripetizione mentale di un mantra. In ogni caso il termine "meditazione", com'è inteso normalmente nella lingua italiana, si rivela inadeguato a dare un'idea efficace di questo tipo di pratiche: un termine meno impreciso potrebbe essere contemplazione.

Buddhismo

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Meditazione buddhista.

Cristianesimo

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Meditazione cristiana.
Nel Cattolicesimo la meditazione è una forma di preghiera interiore. Viene fatta in una chiesa o cappella, in presenza dell'Eucaristia, o in un ambiente privato, ed è strettamente legata al pensiero e alla riflessione sulla parola di Dio. Preferibilmente si fa di mattina presto, prima di ogni altra azione della giornata.
Nella sua forma più generale si sviluppa attraverso diversi passi successivi:
  • Inizia con la invocazione dello Spirito Santo perché sia luce interiore di colui che medita.
  • Si apre alla contemplazione di una scena evangelica o dalla lettura di un brano della Bibbia o di un altro libro che possa aiutare.
  • Approfondisce il significato dell'episodio o dell'insegnamento in questione. Lo fa attraverso il ragionamento e la ricerca di situazioni o passi biblici simili o correlati.
  • Si sofferma su qualche parola o immagine o concetto, "ruminandolo" interiormente.
  • Chiede a Dio la grazia di vivere il mistero che si è contemplato.
  • Fissa l'impegno di un qualche gesto da vivere durante la giornata, per trasformare in carità quello che si è contemplato.
  • Ringrazia il Signore per il dono della luce dell'alto.
Una forma particolare di meditazione è la lectio divina, che è una lettura orante di un passo biblico.

Islam

Il concetto di meditazione è espresso in arabo dal termine tafakkur, che va distinto da dhikr, meglio tradotto come "invocazione" o "memoria". Si può dire che il termine dhikr sia il ricordo di uno stato precedente, un modo di far riemergere qualcosa che, fortunatamente, non si è perso del tutto.
Comunque i due termini sono unificati nella pratica mistica dell'islam, perché è proprio grazie al dhikr Allah, l'invocazione del nome di Dio, che si raggiunge lo stato adeguato alla meditazione. Il dhikr come metodo spirituale di concentrazione è stato elaborato dai sufi.
Questa pratica, sorta ben presto nell'Islam e già sviluppata nei secoli IX e X, prevede la ripetizione di uno dei novantanove nomi di Dio o di formule sacre sotto la direzione di un maestro spirituale. Questo maestro, chiamato in arabo shaykh o anche murshid (guida) mentre in Iran e in India è detto pir, rende il metodo praticabile per i partecipanti al rito.
Dei vari tipi di shaykh, il più simile al pandit degli hindù è lo shaykh at-ta'lim, colui che conosce la dottrina.
L'invocazione del nome di Dio raggiunge livelli decisamente ossessivi e può essere pericolosa per chi non sia guidato in modo corretto e deve essere accompagnata dall'osservanza di una serie di riti. Se praticata senza vera adesione all'Islam, risulta tanto inefficace quanto pericolosa.

Sant Mat

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Surat Shabd Yoga.
Nel Surat Shabd Yoga vengono praticate parallelamente due tecniche di meditazione, una mirata alla visione della Luce Interiore e una mirata all'ascolto della Corrente Sonora (o Shabd). La prima pratica è sempre accompagnata dal Simran o ripetizione dei Nomi Divini, pratica del tutto analoga alla ripetizione di mantra nell'induismo o buddhismo o al dhikhr sufi. Viene raccomandato dal Guru di praticare perlomeno due ore al giorno di meditazione, e progressivamente aumentare.

Percorsi personali

Esistono molti percorsi personali che non sono all'interno di una religione o una filosofia e di cui la meditazione è strumento indispensabile per approfondire i lati oscuri di noi stessi. Molti si avvalgono di un maestro che permette loro di fare un cammino, un percorso che attraversa nuove realtà e che si lascia alle spalle vecchi mondi, in un procedere verso la maggiore consapevolezza di se stessi e della realtà.
Un aspetto fondamentale è la riduzione della sofferenza che insieme alla maggiore consapevolezza abbisognano di un maestro. A tal fine occorrerà conquistarsi un cammino e capacità di meditazione nella relazione con la figura di riferimento. È importante che il maestro non sia solo "padre"/"madre" ma una figura che possa essere lasciata per una nuova realtà affettiva.
In particolare la meditazione del Buddha Śākyamuni e di altri saggi (come Osho Rajneesh) non era ascritta a nessuna religione o filosofia ma seguiva un cammino personale.

Ricerche scientifiche

Parecchi studi condotti fin dal 1970 su una tecnica specifica, la Meditazione Trascendentale, hanno evidenziato la sua efficacia nella diminuzione di ansia e stress e nel miglioramento della salute[3][4][5]. In seguito furono condotte altre ricerche e meta analisi coinvolgendo altri metodi di meditazione.
Nella loro analisi comparativa sugli studi scientifici sulla meditazione, pubblicato nel 2000 nell'International Journal of Psychotherapy, Perez-De-Albeniz e Holmes[6] hanno identificato le seguenti componenti in comune con tutti i metodi meditativi:
  1. rilassamento
  2. concentrazione
  3. alterato stato di coscienza
  4. sospensione dei processi di pensiero logico e razionale
  5. presenza di una attitudine alla autocoscienza ed alla auto-osservazione.
Numerosissimi sono gli studi della comunità medica sugli effetti fisiologici della meditazione[7][8][9][10].
Il Dr. James Austin, neuropsicologo dell'Università del Colorado, ha indicato come la meditazione Zen possa modificare le connessioni nervose del cervello nel suo libro Zen and the Brain (Austin, 1999). Questo è stato confermato mediante risonanza magnetica funzionale sull'attività del cervello[11].
Recentemente uno studio scientifico americano pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha dimostrato effetti rilevanti della meditazione secondo il metodo Integrative body-mind training (tecnica nata in Cina negli anni '90) sul miglioramento delle condizioni di vita: la depressione si attenua, e le difese immunitarie si rinforzano. I ricercatori hanno verificato che il gruppo di studenti che avevano applicato avevano una concentrazione di cortisolo molto inferiore e una migliore risposta immunitaria rispetto al gruppo di controllo. Dai questionari è anche emerso che la meditazione aveva abbassato i livelli di rabbiaansia, depressione e fatica. Il dottor Yi-Yuan Tang, il coordinatore della ricerca, ha così dedotto che i processi mentali, la consapevolezza e l'attenzione sono aspetti della vita che possono essere esercitati, esattamente come i muscoli[12].
In psicoterapia le tecniche di meditazione di mindfulness sono utilizzate per accrescere la consapevolezza dei pazienti e hanno svariate applicazioni, fra cui la prevenzione delle recidive depressive e il trattamento dei disturbi d'ansia.[13]

Note

  1. ^ Osho Rajneesh (1983) Il Libro Arancione. Tecniche di meditazione. Edizioni Mediterranee, Roma. ISBN 88-272-0145-9
  2. ^ LI Aftanas, Golocheikine, Non-linear dynamic complexity of the human EEG during meditation, in Neuroscience Letters, vol. 330, luglio 2002.
  3. ^ Primo articolo sull'efficacia della MT: Wallace, Physiological effects of Transcendental Meditation, Science (1970), vol.167, 1751–1754
  4. ^ Wallace, Benson Wilson, A wakeful hypometabolic physiologic state, American Journal of Physiology, vol.221, 795:799
  5. ^ Benson e Wallace, Fisiologia della meditazione, Le Scienze (1972), vol.45, pagg.70-76
  6. ^ Alberto Perez-De-Albeniz, Jeremy Holmes, Meditation: concepts, effects and uses in therapy, in International Journal of Psychotherapy, vol. 5, nº 1, marzo 2000, pp. 49–59, DOI:10.1080/13569080050020263URL consultato il 23 agosto 2007.
  7. ^ Venkatesh S, Raju TR, Shivani Y, Tompkins G, Meti BL. (1997) A study of structure of phenomenology of consciousness in meditative and non-meditative states. Indian J Physiol Pharmacol. 1997 Apr;41(2): 149–53. PubMed Abstract PMID 9142560
  8. ^ Peng CK, Mietus JE, Liu Y, Khalsa G, Douglas PS, Benson H, Goldberger AL. (1999) Exaggerated heart rate oscillations during two meditation techniques. Int J Cardiol. 1999 Jul 31;70(2):101–7. PubMed Abstract PMID 10454297
  9. ^ Lazar, S.W.; Bush, G.; Gollub, R. L.; Fricchione, G. L.; Khalsa, G.; Benson, H. Functional brain mapping of the relaxation response and meditation" NeuroReport: Volume 11(7) 15 maggio 2000 pp. 1581–1585 PubMed abstract PMID 10841380
  10. ^ Carlson LE, Ursuliak Z, Goodey E, Angen M, Speca M. (2001) The effects of a mindfulness meditation-based stress reduction program on mood and symptoms of stress in cancer outpatients: 6-month follow-up. Support Care Cancer. 2001 Mar;9(2):112-23.PubMed abstract PMID 11305069
  11. ^ Mark Kaufman, Meditation Gives Brain a Charge, Study Finds, The Washington Post Company, 3 gennaio 2005. URL consultato il 2 settembre 2007.
  12. ^ Yi-Yuan Tang Tang, et al., Short-term meditation training improves attention and self-regulation, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 104, nº 43, agosto 2007.
  13. ^ Ennio Preziosi, Corso di Meditazione di Mindfulness. Conosco, conduco, calmo il mio pensare (con 8 brani per la pratica da scaricare online), Milano, Franco Angeli, 2014, 2a ed. 2016, ISBN 978-88-917-0737-6.

Voci correlate